ALLATTARE DOPO IL TERREMOTO: con preghiera di massima diffusione

Spesso si crede che uno spavento o un trauma facciano “andar via” il latte e che una mamma spaventata debba passare al latte artificiale. Non è vero. Certo lo stress può inibire la produzione degli ormoni della lattazione, ma se correttamente sostenuta anche una mamma che sta attraversando un momento difficile può continuare ad allattare. Anzi, grazie ai positivi affetti ormonali (per es. si sopporta più facilmente la fatica) e psicologici (per es. aumento dell’autostima) dell’allattamento, crediamo che questa mamma e il/la suo/a bambino/a potranno affrontare meglio questi giorni così duri. Per non parlare della comodità di attaccare il bimbo al seno quando si vuole piuttosto che far la fila per chiedere acqua bollente, latte in polvere, sterilizzatore ecc… vorremmo quindi sottolineare che a nessuna mamma che allatta dovrebbe essere proposto attivamente latte artificiale e che le mamme in difficoltà dovrebbero ricevere il sostegno competente necessario per fare una scelta informata e per proseguire l’allattamento se lo desidera. Se serve, alcune di noi (mamme volontarie formate) sono disponibili ad andare in loco per sostenere e aiutare le neomamme, potete contattare a questo proposito i numeri 368-3886876 e 335-314946

Avendo trovato la richiesta di latte in polvere in uno degli appelli relativi alla raccolta di beni di prima necessità per gli sfollati del terremoto, abbiamo pensato di scrivere alle Istituzioni e alle associazioni di volontariato che a vario titolo stanno operando nelle zone colpite dal sisma per diffondere alcuni documenti internazionali riguardo la protezione dell’allattamento al seno nelle emergenze.
“In ogni circostanza, e in special modo nelle situazioni di emergenza, andrebbero assicurate protezione, promozione e sostegno all’allattamento al seno e una sana e appropriata alimentazione complementare al momento opportuno. Eppure, nei momenti di crisi, arrivano spesso da varie fonti donazioni di latte artificiale e biberon. Nonostante le intenzioni siano in genere buone, manca la consapevolezza che tali donazioni possono fare più male che bene […]. Dovrebbero piuttosto essere resi disponibili prodotti adeguati che siano parte integrante delle forniture regolari di cibo e farmaci, da distribuire e somministrare solo a quei neonati che devono essere nutriti con sostituti del latte materno dopo un’attenta valutazione dei loro bisogni. Ciò aiuterebbe ad evitare situazioni in cui un’eccessiva disponibilità di latte artificiale porti le madri ad abbandonare l’allattamento al seno, quando esso è in realtà un’ancora di salvezza. Durante le emergenze più che mai, l’avvio precoce, l’allattamento esclusivo fino a sei mesi e protratto fino a due anni e oltre, come raccomanda l’OMS, devono essere promossi, protetti e sostenuti per la sopravvivenza e la salute dei bambini. I piccoli allattati al seno hanno una provvista di cibo sano e sicuro, […] e ricevono anticorpi e altri fattori di difesa che aiutano a prevenire le malattie.” (da ICDC FOCUS, maggio 2009)


Potete consultare seguente documentazione:
L’alimentazione di lattanti e bambini piccoli nelle emergenze. Guida Operativa per personale di Primo Soccorso nelle emergenze e per i Direttori di progetto, a cura del Core Group IFE (UNICEF, OMS, UNHCR, WFP, IBFAN-GIFA, CARE USA, Fondazione Terre des hommes e Emergency Nutrition Network)
Allattare al seno – una risposta vitale nelle emergenze. Sei pronto? a cura della WABA (World Alliance for Breastfeeding Action) – rivolto anche ai volontari

Buon lavoro e grazie per quello che state facendo!
Associazione GAAM (Gruppo Aiuto Allattamento Materno) di Carpi, dott.ssa Nadia Lugli e Associazione l’Arca delle Mamme di Cavezzo-Mirandola

14 thoughts on “ALLATTARE DOPO IL TERREMOTO: con preghiera di massima diffusione

  1. Pingback: Allattare dopo il terremoto: un bene da salvaguardare | Allattamento

  2. Interessante scotomia. Per chi ha scritto l’articolo le donne che allattano artificialmente non esistono e, quindi, l’unico motivo per cui c’è richiesta di latte artificiale è ovviamente il tentativo di traviare le potere donne che allattano naturalmente che, sempre a sentire l’articolo, sono anche delle persone senza sistema nervoso centrale, per cui alla vista di un barattolo di latte in polvere, pur avendo il seno rigonfio di latte, abbandonano l’allattamento al seno, pur essendo infinitamente più pratico (niente file, niente bambino che urla in attesa che sia pronto, niente dubbi sulla qualità dell’acqua, possibilità di dissetare e basta senza sovra nutrire, visto che il latte cambia composizione a seconda delle esigenze del bimbo) e infinitamente più economico.

    • Non hai letto attentamente, o forse ignori i riscontri fattuali. Organismi internazionali come l’UNICEF e l’OMS hanno constatato che facilmente nelle emergenze c’è un effetto di spill-over; inoltre già non tutti gli operatori sanitari sono informati dei meccanismi dell’allattamento, figurati se possiamo pretenderlo dai volontari della protezione civile, che hanno sull’allattamento gli stessi miti e false credenze dell’uomo medio.
      Le mamme che già allattavano artificialmente esistono eccome, nessuno mette in dubbio che per quei bambini ci sia bisogno di latte artificiale, e nel nostro comunicato lo diciamo.
      Scusa ma questo tono sarcastico mi ha un po’ urtato, anche alla luce del fatto che ci sono mamme del nostro gruppo che si sono messe a disposizione di chi ha bisogno di aiuto, magari dopo una notte passata in macchina o in tenda.
      Annalisa Paini, segretaria del GAAM

  3. Se vi foste limitate a dire “se avete paura che il latte sia diminuito a causa dello stress veniamo in loco e vi insegnamo modi per attaccare gl bambino che aumenteranno il flusso” sarebbe stato meglio, secondo me. Quando é nata mia figlia ho scelto la clinica in funzione del sostegno all’allattamento, chiamavo le ostetriche ad ogni poppata per vedere se facevo bene, mi sono arrabbiata uso iena quando un pediatra mi ha proposto l’aggiunta, ho letto libri, quando c’era chi paventava che la mia bimba non crescesse abbastanza ho chiamato una mia amica consulente per l’allattamento. Se una qualsiasi di queste persone mi avesse trattato da minus habens come mi pare faccia quest’articolo, non avrei allattato tanto quanto ho fatto e voluto, malgrado il ritorno al lavoro dopo cinque mesi dal parto.

    • Il comunicato è rivolto agli operatori, non alle mamme.
      Inoltre una mamma spaventata, traumatizzata, fuori di casa, che non sa cosa succederà a lei e ai suoi figli tra un’ora, che non sa quando e se potrà tornare in casa sua, se si affida a chi è lì apposta per dare una mano non è decerebrata, ma del tutto normale. Molte mamme allattano senza saperne molto, perché e finché “hanno latte”, come dovrebbe essere, senza fare mille corsi. Non reputo una mancanza di neuroni che una in queste condizioni possa pensare di aver perso il latte, o che creda a chi glielo sta dicendo. Magari per un prossimo comunicato ti mando una bozza, così mi fai una consulenza in comunicazione, ok?
      Sempre Annalisa

      • sarei felice di darti una consulenza in comunicazione, se vuoi 🙂
        siete voi che avete dato diffussione su facebook al fatto che, in risposta alla mera presenza di latte artificiale, avete mandato una protesta alle istituzioni; da che si deduce che riteniate il latte artificiale il male assoluto, dalla potenza tale per cui una madre che allatta naturalmente ne sia ammaliata alla sola vista, e soprattutto, che non pensate che esistano donne che di quel latte han bisogno.
        Vi auguro buon lavoro, comunque.
        Mettete un disclaimer “non si accettano commenti non in linea col nostro pensiero”, la prossima volta.

  4. Interessante: la gente ha perso la casa, i parenti, tutto, e voi vi preoccupate del fatto che le donne perdano la fede nella Santa Tetta. Le donne avranno ben il diritto di fare come loro pare, non essendo come dice Dabogirl delle minus habens? Se possono o vogliono continuata ad allattare aiutatele; se hanno altro a cui pensare, date a queste povere Criste il diritto ad avere una scorta di latte artificiale, che diamine. Ma dobbiamo proprio indottrinare in tutte, tutte le situazioni? Se non è fanatismo questo.

  5. Valeria, qualcuno ha mai detto o scritto che verrà negato il latte artificiale a chi ne ha bisogno o ne faccia richiesta? Hai letto tutto il post? C’è scritto (repetita iuvant): “a nessuna mamma che allatta dovrebbe essere proposto attivamente latte artificiale e che le mamme in difficoltà dovrebbero ricevere il sostegno competente necessario per fare una scelta informata e per proseguire l’allattamento se lo desidera”. Più chiaro di così. Prenditi due minuti e rileggi con calma tutto quanto prima di commentare.

  6. Pingback: Aggiornamenti per sostegno alle mamme « G.A.A.M.

  7. Brava Annalisa! Non hai perso lucidita’ e precisione nell’informare nemmeno in questa tragica circostanza. Hai tutto il mio sostegno. Un abbraccio fortissimo da Pavullo. Sarah Brambilla x Comitato Mamme del Frignano

  8. Ci hanno chiamato da uno dei campi ufficiali perchè una donna” stava perdendo il latte”. L’ostetrica è andata e ha constatato che: in uno stanzone di decine di letti ( persone di tutti i tipi) una neomamma( 10 giorni dal parto) non aveva neppure la sedia per poter allattare il bambino, nessuna privacy e se attaccava il bambino al seno il latte non usciva. Aveva mangiato una banana in 24 ore. E’ bastato creare un angolo riservato, fornirle una sedia e darle da bere e da mangiare ed il latte ha ripreso a fluire. Ma non ci avevano pensato…..
    Abbiamo visto una fila di biberon pronti preparati in anticipo per tutta la giornata sotto la tenda da un padre inconsapevole del rischio infezioni.
    Proteggere l’allattamento materno è una ricchezza nelle emergenze

  9. Condivido questo ultimo messaggio di Vezzani e rimango inorridita dall’arroganza usata dalle altre utenti a difesa del latte artificiale e contro il Gaam e tutte le “volontarie” che dedicano parte de loro tempo e del loro cuore a “sostenere” mamme in momenti di difficoltà! Che aiutano a diffondere l’informazione corretta e “fisiologica”. Poi ognuna nutra i propri figli come meglio crede!
    Brava Annalisa.

    • come Annalisa sa (ci siamo parlate anche in privato) io non difendo il latte artificiale. difendo le DONNE. è diverso. Includendo anche quelle che non possono o vogliono allattare al seno.

      • Dabogirl, come ti ho detto anche in privato: anche noi difendiamo le donne, a partire da quelle che vogliono allattare, fino a quelle che non vogliono (che non sono molte, e lo dico per dare il dato statistico, non per sminuirle in alcun modo), passando per quelle che “non possono” (alla maggior parte delle quali è stato raccontato che non possono, mentre potrebbero).
        Le difendiamo dall’ignoranza (ancora molto diffusa), e dagli enormi interessi commerciali in ballo, che usano anche persone in buona fede come te per portare soldi alle loro casse.

        Annalisa

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